Corso malattie metaboliche

Le tipologie di allevamento, le razze allevate ed i fabbisogni nutritivi sono ormai piuttosto standardizzati nell’allevamento delle bovine da latte e, quindi, le malattie metaboliche hanno andamento e prevalenza molto simili. Il passaggio dalla gestazione alla lattazione, indicato con il termine “transizione”, rappresenta una delle fasi più critiche del ciclo produttivo. Il bilancio energetico negativo, che si accentua particolarmente nel post-parto, è una condizione tipica di questo periodo. Durante le ultime settimane di asciutta, la bovina ha la necessità di completare lo sviluppo fetale, ricostituire il parenchima mammario, completare lo stoccaggio di glicogeno a livello epatico, dotare i leucociti di un’adeguata scorta di antiossidanti, sintetizzare il colostro nella mammella e soddisfare i propri fabbisogni di mantenimento. Questa situazione può aggravarsi nel caso in cui l’alimentazione risulti sbilanciata, la bovina sia in condizioni di stress o in caso di patologie. Durante il corso affronteremo le più comuni patologie metaboliche come ipocalcemia e chetosi cercando di indicare alcune strategie manageriali per ridurre la prevalenza di queste patologie.

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28.02.22 - ore 18:30

PhD Rita Couto Serrenho – Postdoctoral Researcher at Ontario Veterinary College, University of Guelph

Riduzione della frequenza di mungitura da due ad una al fine di ridurre le forme di chetosi in animali in lattazione

 

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07.03.22 - ore 18:30

PhD Luciano Caixeta – Assistant Professor, Department of Veterinary Population Medicine (VPM)

Uso del monitoraggio della ruminazione per identificazione di bovine con problemi metabolici

 

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21.03.22 - ore 18:30

DVM, DVSc (Guelph) Todd Duffield – Professor and Chair, Department of Population Medicine (Ontario Veterinary College)

Rischio acidosi ruminale subacuta ed effetti sulla produzione di latte in animali ad inizio lattazione

 

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28.03.22 - ore 18:30

Dott Stefan Borchardt – Ricercatore presso il dipartimento di medicina veterinaria alla Freie Universität Berlin

Ipocalcemia prevalenza a livello di bovine e strategie per prevenirla

 

Corso Malattie metaboliche – febbraio 2022

140,00

La pressante richiesta dell’industria di avere un latte con una sempre crescente percentuale di grasso e proteina ha imposto alle bovine un altro profondo riassetto metabolico. La moderna bovina da latte produce un prodotto di alta qualità in linea con le esigenze del mercato ma rischia di aver maggiore possibilità di contrarre una malattia metabolica come acidosi ruminale subacuta e Ipocalcemia. Il continuo riassetto ormonale metabolico aumenta la capacità di produrre più latte, grasso e proteine, soprattutto nella Frisona.

Il corso prevede 4 incontri, per quattro settimane, alle ore 18:30.
Le lezioni si svolgeranno sulla piattaforma di Zoom, verrà fornito il link, l’id meeting e la relativa password, dopo aver eseguito il pagamento. L’accesso potrà essere effettuato da qualsiasi dispositivo elettronico (PC, Tablet, Smartphone), occorre soltanto una connessione internet.

N.B. Seleziona il numero di posti totali che desideri acquistare, successivamente compila i dati di ogni singolo partecipante.

Inizio: 28 Febbraio 2022 a 18:30
Fine: 28 Marzo 2022 a 18:30
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Corso Malattie metaboliche - febbraio 2022 #1

140,00
Categoria:

In generale una malattia metabolico-nutrizionale viene definita come un disturbo dell'omeostasi interna causato da un abnorme cambiamento di uno o più processi metabolici critici che coinvolgono determinati metaboliti intermedi (glucosio, calcio, magnesio ecc…).

La maggiore prevalenza delle malattie metaboliche si concentra nella fase di transizione, In questa fase se non adeguatamente supportati con la gestione e la nutrizione si possono causare gravi alterazioni del metabolismo. Tutto questo comporta perdite economiche relative alle malattie metabolico-nutrizionali non sono legate solo alle cure dei singoli episodi ma si riflettono anche su quelle produttive degli animali, ad esempio una bovina colpita da collasso ipocalcemico è otto volte più soggetta a sviluppare una mastite, mentre una colpita da chetosi subclinica ha una probabilità otto volte maggiore di sviluppare una dislocazione abomasale.

Solo una perfetta conoscenza del metabolismo della bovina e di come la selezione genetica e genomica varia continuamente l’assetto ormonale e metabolico può permettere agli allevatori di prevenire queste patologie e quelle a loro altamente correlate, e attraverso un costante monitoraggio e controllo della bovina: dallo stato corporeo alla salute ruminale, dal controllo dei neonati alla salute della mammella 

Come capire e combattere alcune delle più comuni malattie metaboliche è l’obiettivo del nostro corso che in quattro appuntamenti affronterà in particolare la chetosi e l’ipocalcemia

La chetosi, specialmente nella forma sub-clinica, decorre in forma “subdola” negli allevamenti di vacche da latte, con un incidenza anche molto elevata, rappresentando il più grande ostacolo per il conseguimento della massima redditività derivante dalla produzione di latte. Inserire nelle routine d’allevamento la ricerca sistematica della sintomatologia clinica e la positività strumentale è il prerequisito per gli allevatori che vogliano cercare le massime performance tecniche ed economiche della loro attività.Naturalmente è possibile prevenire questa malattie con nutrienti appositamente studiati. Per quanto riguarda l’alimentazione è possibile supportare l’animale con prodotti energetici a base di zuccheri e glicole. Le bovine ad alto rendimento hanno bisogno di razioni sufficientemente ricche in energia e proteine per produrre il latte, ma anche sufficientemente fibrose per una digestione ottimale.

L'ipocalcemia è una carenza di calcio. La malattia presenta una forma clinica e una forma subclinica e si manifesta nel momento in cui le vacche sono più vulnerabili, ossia durante il periodo di transizione. Subito dopo il parto le vacche hanno bisogno di grandi quantità di calcio che inizialmente ottengono dal sangue e successivamente dalle ossa e attraverso l'alimentazione. Se non è in grado di mobilizzare la quantità di calcio sufficiente, l'animale colpito ha difficoltà ad alzarsi e presenta un calo dell'appetito, con conseguente deterioramento della salute e delle prestazioni.

Un’alimentazione ricca di calcio offerta nel periodo finale dell’asciutta (close-up) è associata ad una maggiore incidenza di ipocalcemia post-partum.

Rita Couto Serrenho

Rita Couto Serrenho

PhD

Stefan Borchardt

Stefan Borchardt

Medico veterinario

Todd Duffield

Todd Duffield

DVM, DVSc (Guelph)

Luciano Caixeta

Luciano Caixeta

PhD